Giovani vignaioli crescono. Pure in Langa, un luogo dove i valori tendono a consolidarsi in un modo scultoreo, inscalfibile.
Alberto Burzi è un ragazzo appassionato e pragmatico, la sua testa non contiene grilli ma idee. E’ giovane, e sua sorella Caterina, che si occupa della parte commerciale, ancor di più.
I vigneti di famiglia ( parcelle in Rive, Roncaglia, Rocchettevino, Capalot) sono stati recentemente dirottati verso la produzione in proprio sotto l’egida di uno stile classico, non così frequente a La Morra. La 2014 è la seconda vendemmia, o giù di lì, ma la mano è sensibile, il mestiere lo tocca con garbo.
Da quel millesimo fresco, umido e insidioso il Barolo si è preso il meglio che poteva: energia acida, tensione gustativa, freschezza balsamica, silhouette affusolata. E’ come ti aspetti che sia un bel Barolo ’14 di La Morra.
Ah, casomai non bastasse, la conferma di un talento la potremmo affidare alla selezione di vigneto, Capalot, fino a qualche anno fa affittato ad un certo Roberto Voerzio, vignaiolo sconosciuto ai più 😁😁😁
Il Barolo Capalot Vecchie Viti 2015 scuote i sensi per profondità e battito minerale, preconizzando una china crescente e un vecchieggiamento felice, a sognare un futuro all’altezza.

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









