Tiratura super limitata, manico artigiano. Arnaldo Rossi, noto ristoratore cortonese (Taverna Pane e Vino), eclettico cercatore di vini “via dalla pazza folla” e, dal 2004, vignaiolo di nicchia in quel di Castiglion Fiorentino, ha inteso dedicare questo suo Sangiovese ad un condottiero e capitano di ventura, Giovanni Acuto, che da quelle terre passò e in quelle terre si fermò.
E forse, a un Sangiovese che cresce da queste parti (fino a poco tempo fa circostanza assai rara), un po’ del coraggio del condottiero gli ci vuole, per guadagnarsi un posto nel mondo.
Ora, sarà che giocava in casa e aveva il fattore campo dalla sua, ma qualcosa di sorprendente questo Sella dell’Acuto lo possiede: mi colpiscono intanto i suoi 12 gradi alcol nonostante provenga da una annata tribolata e siccitosa come la 2017. Mi colpisce per misura, spontaneità, senso dell’equilibrio.
Nessuna rusticità nei paraggi, ne apprezzi la vocazione gastronomica e insieme la correttezza formale.
La chiusura affusolata gli regala rilievi sapidi e un digradare sfumato.
E’ una presenza non urlata la sua, senza schiamazzi, senza prosopopea, senza arroganza di frutto. Non era facile, in una annata così.
Ma per un condottiero, questo ed altro.

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









