Comprendere il significato di sanguigno significa affidarsi a lui, al Chianti Classico Riserva Doccio a Matteo 2015 di Paolo Cianferoni, vignaiolo autentico sulle alture defilate di Caparsa, in quel di Radda.
Lì per lì austero e tenebroso, dietro quel grumo di ciliegia nera, mirto, alloro, liquirizia e pietra si cela in realtà un vino dal forte temperamento che non ripiega su semplici cliché, semmai scarta di lato grazie a un carattere indomito e a un gusto vibrante.
La cosa sorprendente è che recupera garbo, modulazione nei toni e quadratura se gli concedi aria e pazienza: è pervaso da un profondo sentimento minerale, lo senti, il succo resta innervato dall’acidità e lui brilla per contrasti. La materia si scioglie volentieri in ritmo gustativo, il tannino è denso ma in filigrana, apporta freschezza e a te viene voglia di riprovarci.
Sul fondo del bicchiere la delicatezza inattesa: profuma di viola, di sasso di fiume, di pepe bianco. E’ il sotteso di eleganza dopo tutta quella scorza austera.
Non lo dimentichi.

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.










Una risposta
bravissimo Paolo a produrre questi vini che producono vibrazioni profonde, bravissimo Fernando a raccontarli con maestria.