
Uno dei rarissimi casi di
Chianti Classico elaborati secondo il “
governo all’uso toscano“. Uno dei rari Chianti Classico affinati in fusti di castagno.
Lamole, d’altronde, è una nicchia antropologica, umana e paesaggistica cristallizzatasi nel tempo, dove più forte ti apparirà il retaggio delle antiche consuetudini contadine, ingenuità comprese.
Lì vi ho conosciuto Anna Maria Socci e Giuliano Macinai, vignaioli, floricoltori e compagni di vita.
La famiglia di Anna Maria è stata una delle poche che decisero di restare a Lamole in tempi di abbandono. Per vivere continuarono a coltivare gli amati giaggioli, per consolarsi un pezzo di vigna alle Masse, ad altitudini fra le più significative dell’intero territorio chiantigiano.
Nei loro modi, negli sguardi e nelle parole vi ho rintracciato la semplicità e l’umano candore. Questo vino – annata 2009 – ne riflette l’indole.
Lui non cerca la complessità, né possiede il passo signorile del vino di razza. Resta umile, giocando la sua partita sull’istinto, la spontaneità, la franchezza, evocando semmai certe compagnie ridanciane e disinvolte attorno a una tavola imbandita, tavola quotidiana.
Eppure il tempo, come in ossequioso rispetto, gli ha concesso di arrivare fino a qui senza ferirlo.
Il fluire di una vitalità ancora giovanile è annunciato dal rigoglìo del frutto rosso del bosco e letteralmente sorretto da una potente scia floreale di giaggiolo, della sua terra la firma.
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Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.