Di ritorno dalla CC Collection 2023 – Chianti Classico Gran Selezione 2019: eppur si muove

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FIRENZE – Quando incominciò la storia della tipologia Chianti Classico Gran Selezione (2013), e soprattutto da quando abbiamo avuto modo di apprezzarne i vini, debbo ammettere che l’idea e i “fatti” non mi erano piaciuti granché. Non tanto e non solo per pure ragioni sentimentali (ah, l’amata Riserva!), ma perché il presunto nuovo vertice qualitativo della piramide chiantigiana, la Gran Selezione, appunto, nascondeva in realtà risvolti meramente commerciali, e perché per appartenere alla suddetta tipologia non occorreva tanto discendere da un particolare terroir, quanto rispondere a dei parametri prestazionali. La qualità in mano ai parametri, insomma.

E poi perché, bicchieri alla mano, il sospetto che i discussi/amati/odiati Supertuscan, fatti uscire dalla porta per una serie di contingenze che è inutile rivangare qui, fossero stati fatti rientrare dalla finestra con il nome di Chianti Classico lo abbiamo avuto.

Ed è stato così che la cifra stilistica assunta, vagamente ondivaga a seconda degli intendimenti ma tendenzialmente indirizzata su presenzialismo, estrazione e legno, ci ha traghettati sulle rotte espressive dei cosiddetti vini sovrappeso, a cui il Chianti Classico per sua natura ha sempre fatto una certa fatica ad accostarsi.

Non è un caso che i risultati migliori nell’ambito dell’intera tipologia, a mio vedere, non provenissero dal nuovo presunto vertice della piramide qualitativa bensì dai “vecchi” Chianti Classico “annata” e Riserva. Per aderenza territoriale, capacità di dettaglio, versatilità, slancio gustativo, trasparenza espressiva… una tendenza che ancor oggi permane, sia pur in maniera meno evidente e oggettivamente più bilanciata dall’uscita sul mercato, nel frattempo, di Gran Selezione all’altezza della loro nomea.

E questo perché con il tempo le cose si sono rimesse progressivamente in bolla. Da un lato ha giocato la sensibilità interpretativa dei produttori chiantigiani, sempre più consci che produrre un Gran Selezione significasse offrire davvero un dipiù in termini di genius loci, dall’altro le correzioni avvenute in corso d’opera, che hanno portato a una recente rivisitazione della paletta costitutiva dei Gran Selezione, con il sangiovese minimo al 90%, contro l’80% degli esordi, e con il saldo varietale che può pescare solo dal bacino dei vitigni radicati, escludendo quindi gli internazionali, che in principio erano ammessi.

Non ultima, la possibilità prossima ventura di fregiarsi della UGA (unità geografica aggiuntiva), una ulteriore differenziazione in ragione del territorio di provenienza delle uve che potrebbe fare legittimamente gola e dare una decisiva spinta al comparto tutto, e che noi sentimentali stiamo solo aspettando venga estesa anche alla intera famiglia coperta dalla Docg, ossia ai Chianti Classico “annata” e Riserva.

Attualmente stiamo quindi assistendo a una sterzata, vuoi perché a cimentarsi con questa tipologia sono molti più produttori rispetto a qualche anno fa, vuoi perché una sorta di buon senso collettivo sta plasmando i vini nel verso di un maggior equilibrio espositivo; vini che, va detto, scontando una struttura superiore sono per loro natura un po’ più lenti a carburare rispetto agli altri, salvo poi ripagare le attese in termini di potenziale di longevità nel caso dei migliori esemplari della specie.

La disamina (parziale) dei nuovi Chianti Classico Gran Selezione 2019 che si apprestano ad uscire sul mercato, facendo leva su un’annata indubbiamente importante, ci restituisce questi segnali di “riconciliazione” stilistica e interpretativa, offrendo una performance complessiva di livello costellata di vini all’altezza, di qualche immancabile bemolle e di una serie di etichette a cui il tempo darà probabilmente ragione, dal momento in cui sembrano avere tutte le carte in regola per esprimersi con adeguata compiutezza nel prossimo futuro.

Raccogliendo quindi gli stimoli di una contingenza storica epocale in Chianti Classico, che ci parla di qualità diffusa e di accresciuta coscienza critica, non possiamo che vedere il bicchiere mezzo pieno a fronte di questi Gran Selezione della consapevolezza nuova.

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ARILLO IN TERRABIANCA –  CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE TERRABIANCA 2019   (sangiovese – Radda)

Elegante, scorrevole, proporzionato e tratteggiato in bello stile, assume le movenze di un raddese e si fa riconoscere: bene così!

CAPRAIA – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE EFFE 55 2019   (sangiovese  – Castellina)

Ferroso, austero, determinato, pur nelle sue introspezioni si appropria di una dimensione espressiva e strutturale quasi da Brunello.

CASA EMMA – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE 2019 (sangiovese – San Donato in Poggio)

Sbuffi eterei e smaltati, una trama gustativa che tende un po’ a spanciarsi senza assumere la profilatura attesa, e un carattere che non gira propriamente a mille.

CASTELLO DI ALBOLA – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE IL SOLATIO 2019   (sangiovese – Radda)

Profilo fresco, raffinato e oltremodo aggraziato. E poi ancora definizione & chiarezza espositiva. Il miglior Solatio dei ricordi miei.

CASTELLO DI AMA – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE SAN LORENZO 2019  (sangiovese; merlot, malvasia nera – Gaiole)

Ottenuto da una selezione di uve provenienti dai diversi vigneti a disposizione, è un vino ricco, robusto, deciso, con un tannino ancora da smussare. Personalità non così distintiva ma attributi certi.

CASTELLO DI BOSSI – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE 2019 (sangiovese – Castelnuovo Berardenga)

Non del tutto disinvolto nell’eloquio e nella articolazione epperò carnoso, tenace, incisivo. Insomma, ispira e trasmette un senso di compiutezza, a cui il tempo provvederà.

CASTELLO DI MELETO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNA POGGIARSO 2019  (sangiovese – Gaiole)

Il coté di agrumi pompa freschezza al comparto aromatico, al gusto è ampio, piacevole, e anche se gioca più in larghezza che in profondità risulta indubbiamente aggraziato.

CASTELLO DI VOLPAIA  CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE COLTASSALA 2019 (sangiovese; mammolo – Radda)

Corpo, polpa, sinuosità. Solo il legno a chiudere un po’ il finale. Per il resto può e potrà contare su attributi certi.

CASTELLO VICCHIOMAGGIO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE LE BOLLE 2019 (sangiovese – Montefioralle)

Il vino è cesellato, pervaso da un’aura tecnica; l’acidità è un po’ tagliente ma il succo smuove la dinamica in un percorso gustativo misurato e senza eccessi.

COLLE BERETO  – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE  2019  (sangiovese – Radda)

Qualche freno nello sviluppo, non ancora del tutto disinvolto; ad emergere il coté balsamico e la freschezza dell’impianto, quelli sì.

COLOMBAIO DI CENCIO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE 2019     (sangiovese – Gaiole)

Profumi ariosi e trama affusolata, finanche ossuta. Sebbene sconti un pizzico di rugosità tattile e una sostanziale essenzialità, recupera un apprezzabile senso della misura rispetto a certe edizioni del passato.

CONTI CAPPONI VILLA CALCINAIA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. VIGNA BASTIGNANO 2019 ( sangiovese – Greve)

Incisivo nonostante il respiro alcolico, mantiene buona lena scontando solo qualche rigidità nel finale, figlia legittima della gioventù.

CONTI CAPPONI – VILLA CALCINAIA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. VIGNA LA FORNACE 2019 (sangiovese – Greve)

Caldo, ferroso, morbido, dei tre cru di Villa Calcinaia il meno contrastato e il più accomodante.

CONTI CAPPONI – VILLA CALCINAIA – CHIANTI CLASSICO GRAN SEL. VIGNA CONTESSA LUISA 2019 (sangiovese – Greve)

Deciso, vibrante, ricco, austero, futuribile, “mineraloide”, trae distinzione dai contrasti e da una dominante timbrica che lo apparenta a un Brunello.

DIEVOLE – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNA SESSINA 2019   (sangiovese – Vagliagli)

Dolcezza di frutto e di tannino su stimoli di agrumi e fiori; sorso nitido, di inappuntabile eleganza e disegno accordato.

FAMIGLIA ZINGARELLI/ROCCA DELLE MACIE – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE SERGIO  ZINGARELLI 2019  (sangiovese – Castellina)

Materia e precisione esecutiva, ma anche rigidezza, con il tannino che batte un colpo e frena gli allunghi. Da attendere.

FELSINA – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE COLONIA 2019 (sangiovese – Castelnuovo Berardenga)

E’ una sensazione leggermente amaricante a segnare il finale, ma quantomeno il nostro non presenta i toni evoluti di certe edizioni del passato. Decisamente più reattivo, quindi, e pure più composto.

GAGLIOLE – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE GALLULE 2019  (sangiovese – Castellina)

Largo e concessivo, caldo ed accomodante, non lesina in dettagli ma la liaison con il rovere sortisce una certa stucchevolezza.

IL POGGIOLINO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE LE BALZE 2019   (sangiovese – San Donato in Poggio)

Sottile, sfumato, poco estrattivo, instradato dal virgulto acido, possiede una trama ficcante ed affusolata. Si beve a istinto, si beve bene.

ISOLA DELLE FALCOLE – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE LE FALCOLE 2019 (sangiovese – Panzano)

La confezione del rovere lo imbriglia e non gli consente al momento una adeguata distensione. La facilità di beva ne risente.

LA SALA DEL TORRIANO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE TORRIANO 2019   (sangiovese – San Casciano VdP)

La percezione pseudo-calorica non gli impedisce di presentarsi con il giusto grado di ariosità e di dettaglio, grazie soprattutto alla giudiziosa estrazione tannica.

LAMOLE DI LAMOLE – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNA GROSPOLI 2019 (sangiovese – Lamole)

Frutto limpido e croccante, e premesse allettanti, poi qualcosa di più amarognolo e di più ostinato nella chiosa tannica. Dicotomie da risolvere.

LE FONTI PANZANO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE  2019 (sangiovese – Panzano)

Polposo, morbido, avvolgente, generosamente dispiegato, dal carattere vagamente apolide.

LE MICCINE – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE 2019 (sangiovese –  Gaiole)

Contrasto, freschezza e tensione, con qualche reminiscenza del rovere da smaltire. Ma molte più luci che ombre.

NARDI VITICOLTORI – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNA DE PINO 2019 (sangiovese – Castellina)

Incisioni (sopportabili) del rovere, impianto fresco nei sapori, qualche rigidità di troppo nell’articolazione ma stile e qualità della materia sono apprezzabili.

PODERE CASTELLINUZZA – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VECCHE VIGNE 2019   (sangiovese – Lamole)

“Sollevato” da un filo di volatile, possiede un garbato candore e un commento tannico di modulata dolcezza. Solo un po’ alcolico.

PRINCIPE CORSINI – VILLA LE CORTI CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE DON TOMMASO 2019  (sangiovese – San Casciano VdP)

Morbido, avvolgente, polposo, conciliante. Però misurato nei toni.

QUERCETO DI CASTELLINA – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE SEI 2019    (sangiovese – Castellina)

Il rovere si impiglia fra le ruote ma profilatura, grinta e freschezza non sono affatto male.

QUERCIA AL POGGIO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNA LE CATASTE 2019 (sangiovese – San Donato in Poggio)

E’ teso, vibrante, ancora introspettivo ma proporzionato e incalzante, solcato da tannini vivaci e maturi solo da smussare un po’. Di prospettiva.

RICASOLI – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE CASTELLO DI BROLIO 2019  (sangiovese – Gaiole)

Qualche risvolto esotico ai profumi per un profilo garbato, anche se un po’ essenziale e “stretto” di trama, con la scioltezza di passo a erodere qualcosa in termini di complessità.

RUFFINO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE ROMITORIO DI SANTEDAME 2019   (sangiovese; colorino – varie UGA)

Grintoso e impattante, al momento il contributo del rovere non gli rende in disinvoltura e libera diffusione.

SAN FELICE – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE IL GRIGIO 2019  (sangiovese; altri vitigni – Castelnuovo Berardenga)

Polposo, alcolico, morbido, voluttuoso. Tondeggiante.

TENUTA DI BIBBIANO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE VIGNA DEL CAPANNINO 2019   (sangiovese – Castellina)

Flemmatico, austero, fresco, vitale, senza ostruzioni e senza eccessi, con un bel tasso di personalità da mettere sul piatto dei ragionamenti.

TENUTA DI LILLIANO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE  2019  (sangiovese – Castellina)

Ben “congegnato”, ordinato, piacevole, con la dolcezza speziata del rovere ad accompagnarne le trame; certo non un mostro di spontaneità, ché una certa aura di controllo formale lo pervade.

TERRENO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE A SOFIA 2019   (sangiovese – Greve)

Un respiro elegante ai profumi, una bella dinamica al palato: “elettrico”, reattivo, stilizzato.

TERRENO – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE SILLANO 2019 (sangiovese – Montefioralle)

Tensione, ricchezza e acidità, tutte insieme tutte qui in un sorso dinamico e carnoso, lungo e pervasivo, ravvivato da lampi di agrume. Però!

TOLAINI  – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE MONTEBELLO SETTE 2019 (sangiovese – Vagliagli)

Calore, materia e densità sono il lascito legittimo del terroir da cui discende, così come il tannino, imperativo, che rende ancora impervio il finale, sia pur saporito.

VILLA A SESTA – CHIANTI CLASSICO GRAN SELEZIONE SORLEONE 2019  (sangiovese – Castelnuovo Berardenga)

Ariosità e finezza, e una flessuosità di trama che gioca a favore di equilibrio e di beva. Un cambio di indirizzo stilistico -già percepito nelle edizioni più recenti – e una piacevole sorpresa.

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Degustazione effettuata nel mese di febbraio 2023 alla Chianti Classico Collection

FERNANDO PARDINI

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