Se c’è una cosa che il vino ci ha insegnato, fra le tante, è quella di non dar mai niente per scontato. E’ il forgiarci alla sorpresa, alla mutevolezza.
Ora, tu puoi farti scudo dei più tenaci pregiudizi del mondo, e approcciarti a uno Chardonnay californiano con animo sprezzantemente compassionevole, guardandolo dall’alto verso il basso, per aspettarti da lui il repertorio completo dei risaputi cliché. Tu puoi fare e pensare ciò che vuoi, ma in questo caso le tue certezze verranno demolite. Semplicemente.
Il Santa Rita Hills (2021) di Sandhi Wines rovista nei tuoi retropensieri per lanciarli via lontano. Muovendosi per assonanze, in stretta ed ingenerosa sintesi potremmo dire che porta con sé gli umori di grano di un elettivo Macon ( Veronelli docet: con gli umori di grano il bicchiere si porta d’istinto sul cuore) e la finezza translucida di un ispirato Chablis.
Ma soprattutto tono, freschezza, portamento, e un morigerato temperamento alcolico. Non un orpello, non la dolcezza posticcia, non la burrosità stanchevole di molti esemplari della categoria, casomai una dinamica speciale che a detta dei conoscitori pare sia il lascito del microclima oceanico della contea di Santa Barbara, da cui le uve provengono, dove le estati sortiscono una particolare freschezza, rispetto alla media.
Quel che c’è, e che sorprende, è come il governo tecnico faccia un passo di lato, se non indietro, per mettersi al servizio del sapore. Lo sostiene senza farsi notare, portando avanti l’anima, e l’anima la senti.

Giornalista pubblicista toscano innamorato di vino e contadinità, è convinto che i frutti della terra, con i gesti che li sottendono, siano sostanzialmente incanto. Conserva viva l’illusione che il potere della parola e del racconto possa elevare una narrazione enoica ad atto culturale, e che solo rispettando la terra vi sia un futuro da immaginare. Colonna storica de L’AcquaBuona fin dall’inizio dell’avventura, ne ricopre da anni il ruolo di Direttore Responsabile. Ha collaborato con Luigi Veronelli e la sua prestigiosa rivista Ex Vinis dal 1999 al 2005; nel 2003 entra a far parte del gruppo di autori che per tredici edizioni darà vita alla Guida dei Vini de L’Espresso (2003-2015), dal 2021 rientra nell’agone guidaiolo assumendo il ruolo di referente per la Toscana della guida Slow Wine.









