Uno storico domaine nel Jura

Tempo di lettura: 2 minuti

Le quote di popolazione occidentale sotto i 35 anni, che con un termine più sintetico potremmo definire i giovani, sembrano progressivamente disamorarsi del vino. Gli preferiscono bevande più salutari, non alcoliche, quali tisane, tè matcha, proxies, kombucha, mocktail.
Ho trascritto gli ultimi nomi meccanicamente, non avendo le forze di approfondire cosa siano; devo aver letto confusamente che si tratta di liquidi fermentati analcolici, intrugli simil-vinici, finti cocktail.

Ora, la realtà è sfrangiata e non si presta a definizioni univoche e granitiche: alcuni “giovani” sono, al contrario, interessatissimi al vino. Così almeno mi è sembrato visitando, nella primavera scorsa, una manifestazione dedicata al vino naturale nella regione francese del Jura, Le nez dans le vert: folla da stadio, età media dei convenuti sui 22 anni.
Difficile quindi fendere il muro umano e accedere ai banchetti dei produttori, ho potuto prendere solo alcuni mozziconi di appunti.

Meglio è andata con le visite presso i produttori. Di seguito riporto le note di assaggio prese nella cantina di uno dei vignaioli più convincenti, Vincent Aviet. Il Domaine Aviet, fondato dal padre di Vincent, Lucien (scomparso nel 2021), è conosciuto anche sotto il nome piuttosto didascalico di Caveau de Bacchus; i vini sono però tutt’altro che banali: provenienti da “un mosaico di vecchie vigne situate intorno al meraviglioso borgo viticolo di Montigny-les-Arsures (…), sono vini di una grande sincerità, profondamente radicati nella tradizione”, secondo la Guida della Revue du Vin de France

E in effetti qui si respira sincerità in ogni passaggio produttivo. Il risultato non possono che essere vini di stile diretto, franco, gustosamente rustico, dove per rustico non intendo “rozzo”, secondo l’accezione che si è stratificata nel tempo in Italia, ma intendo semplicità onesta della campagna.

Di seguito le annotazioni sui singoli vini, che lascio così come le ritrovo, scarne: potrei allungare il brodo con qualche aggettivo e qualche perifrasi, ma non ne ho voglia. Trascrizione dei nomi dei vini con il beneficio d’inventario.

Arbois Trousseau 2023

Fresco, succoso, leggero

Arbois Ploussard Cuvée des Docteurs 2022

Più concentrato ma sempre snello e longilineo

Arbois Trousseau Cuvée des Geologues 2021

Molto rinfrescante, naturale, non forzato anche in un millesimo difficile

Arbois Trousseau Les Bruyères 2022

Molto bello, più polpa dei precedenti

Arbois Trousseau 2022 (senza etichetta, marne rosse)

Più tannico ma altrettanto fine nella grana

Arbois Melon 2022

Selezione massale da una vigna del 1919, molto puro e succoso

Arbois Savagnin Reserve du Caveau 2017

313 giorni di macerazione, davvero fitto nei tannini ma equilibratissimo, succoso

Arbois L’Etrange 2012 (savagnin)

Sei anni di lenta fermentazione (!!!!!): incredibile complessità, freschissimo, magnifico, vino davvero unico

Arbois Savagnin 2016

Eccellente per succo, slancio, progressione, lunghezza (solo mille bottiglie o poco più)

Vin Jaune 2015

Impressionante per complessità, progressione, lunghezza

___§___

 

 

Condividilo :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *