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I prezzi folli dei Borgogna: perché e percome

I bevitori di Borgogna - categoria un tempo costituita da una nicchia di appassionati e che attualmente coincide più o meno con l’intera popolazione italiana – stanno sperimentando da almeno un decennio una crescita esponenziale nei prezzi dei vini. Una crescita ormai insostenibile per le tasche di chiunque non traffichi in armi o droga, appena mitigata da un leggero calo registrato dal 2022 a oggi nelle quotazioni dei cru più esclusivi.

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 I vini angelici di Philippe Engel

Cominciamo da un’affermazione che è insieme passatista e temo fondata: i vini di Borgogna non sono più quelli di una volta. Non lo sono lapalissianamente, perché altrimenti non sarebbero i vini di una volta ma i vini attuali; e non lo sono perché – per tutta una serie di cause noiosissime da elencare – hanno subìto un significativo spostamento nel piano cartesiano del rapporto profumi/gusto.

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La rappresentazione del teatro interno delle bevute

Le gerarchie e i punteggi qui non c’entrano, né il vanto di stappature illustri. C’entra la descrizione di un teatro interno, dove i personaggi si muovono su una scena scritta in anni e anni di esperienza. La rappresentazione delle bevute storiche importante per dare un senso e una prospettiva alle bevute attuali. Ecco dunue uno Château Mouton-Rothschild 1986, uno Château Latour 1959, uno Château Cheval Blanc 1929, uno Château Pichon Comtesse de Lalande 1982

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La prima colletta non si scorda mai

La nostra prima colletta. All’Enoteca Nebraska di Camaiore, 40 anni fa, con lo zoccolo duro della complicità esistenziale. Di quel giorno rammento tutto. Costava 13000 lire, sudammo un po’ freddo ma Veronelli d’altronde ce l’aveva fatta troppo bramare a parole, e poi molti di noi entravano nei diciotto, e a quell’età un azzardo te lo […]

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