Riva degli Etruschi, l’accoglienza in un ecosistema. E il 20 giugno arrivano i Vini Bagnanti!

Tempo di lettura: 4 minuti

La storia di Riva degli Etruschi è veramente emblematica perché inizia nell’Italia di qualche decennio fa quando la tutela del territorio, quello costiero in particolare, non era in cima alla lista dei pensieri specialmente se si aveva in mente di costruire, e magari farlo in larga scala. E arriva ad oggi, con tutt’altre consapevolezze che hanno consentito di superare lo schema del classico resort per far vivere i propri ospiti dentro un ecosistema preservato nella sua originalità e guardando, respirando, mangiando e bevendo le espressioni di un territorio che si estende in 35 ettari di parco oltre ad un orto di tre ettari, a vigneti e uliveti.

Questa evoluzione è stata fortemente voluta dalla famiglia Lisi che ha scelto di succedere ai Della Gherardesca e al gruppo Lazzi protagonista per decenni del trasporto pubblico in Toscana, ed è portata avanti grazie anche a un management giovane e dinamico. Con un fattore decisivo costituito dal sodalizio con Slow Food e con l’Università degli Studi Gastronomici di Pollenzo ottenuto convincendo un assai restìo Carlo Petrini che, dicono, “ci tenne sulla graticola per un anno prima di fidarsi di noi”. Una guida indispensabile anche nello sviluppo di progetti di valenza sociale come ad esempio l’accoglienza delle famiglie con bambini autistici o affetti da patologie neurologiche di Dynamo Camp.

Ed eccoci allora nella costa livornese subito a sud di San Vincenzo. Appena usciti da via della Principessa che prosegue verso Venturina e Piombino, ci si trova immersi in un mondo diverso e a sé stante fatto di pini e querce ma anche di prati e piacevolezze floreali come l’imponente roseto fronteggiato, per contrasto, da un enorme albero centenario che con i suoi sostegni è un po’ il testimone della storia di questo luogo. Disseminate in questi spazi ci sono 400 sistemazioni fra camere e ville in cui spicca l’offerta a 5 stelle del Mariva Dune, con un ristorante che coniuga il fine dining con i caratteri veraci del territorio grazie all’impostazione dello chef Ennio Fedi, che grazie a pensiero e tecnica sa delineare nel piatto sapori e consistenze, come nei buonissimi Paccheri al ragù di polpo e capperi di Pantelleria in cui colpiva la  coesistenza in diverse “grane” dell’eccellente materia prima, dalla più fine che rendeva la salsa saporita e legata alla più grossa che ne esprimeva l’individualità.  Le altre espressioni della ristorazione sono il Nautico con proposte di pesce vista mare, il Mistral con la cucina toscana in primo piano, la pizzeria Magù con impasti di piacevole sofficità e infine l’All’Orto.

Grazie alle competenze che pian piano si vanno accumulando (non senza qualche peccato d’inesperienza nel fronteggiare una Natura che decide di anno in anno cosa donare, quando e in che quantità) sulle tavole arrivano i prodotti del grande orto (per esempio, in stagione conviene approfittare della presenza del carciofo violetto della Val di Cornia, piccolo e saporito, cheè stato salvato dalla scomparsa grazie anche all’aiuto di un paio di bravi coltivatori), l’olio extra vergine di oliva prodotto nella Tenuta Biliotto di Bagno a Ripoli, e i vini prodotti nella Tenuta Guardamare nell’incantevole Baratti con i consigli di Michele Satta: l’Energia, blend di vermentino e viognier che abbiamo assaggiato nell’annata 2023, esprime freschezza e setosità nella trama; i vermentini Marittimo Bianco, Verità (affinato in anfora e barrique), e Origine, risultato di una prolungata (ma non lunghissima) macerazione sulle bucce che nell’annata 2023 ci è apparso profondo e coinvolgente. Poi, il Marittimo Rosato 2024, da uve syrah, elegante ed espressivo, veramente piacevole e vivo. A completare, il sangiovese Marittimo Rosso.

Un contesto così affascinante si aprirà al pubblico degli appassionati del vino di qualità il prossimo sabato 20 giugno. Infatti, grazie al connubio con Slow Food e con Teseo Geri, ideatore dell’evento Vini Migranti, Riva degli Etruschi sarà per la terza volta il palcoscenico di Vini Bagnanti, un appuntamento più unico che raro visto che con un biglietto del costo di 20 euro (in vendita qui) dalle 18,30 alle 22.30 si potranno assaggiare i vini di 50 produttori praticamente con i piedi nella sabbia, nella lunga passerella a bordo spiaggia. Una rassegna di respiro internazionale, che alla pattuglia dei viticoltori nostrani vedrà anche la presenza di vignaioli da Ungheria, Argentina, Slovenia, Francia, Spagna, Grecia fino al martoriato Libano. A margine, una masterclass denominata evocativamente Laboratorio del giusto e condotta da Stefano Ferrari della guida Slow Wine, che aggiunge alla consueta valenza culturale di queste classiche iniziative di Slow Food una speciale consapevolezza sulle ricadute sul sociale che può avere il contatto con il mondo del cibo e del vino.

Nella seconda immagine, da sinistra a destra: Teseo Geri, il direttore marketing Vieri Mantelli, Jacopo Lisi, Sandro Tucci della Condotta Slow Food Costa degli Etruschi

Condividilo :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *