Sono sempre interessanti, nel mondo del vino e non, le aggregazioni che vengono dal basso spinte da una comune consapevolezza delle proprie qualità. E quello che è avvenuto per l’Associazione vinaioli del Castellinaldo, dove oltre al vezzo che sa di antico del “vinaioli”, è proprio quel del a rivelare che, se la sua nascita nel 1992 coinvolse solo i produttori del territorio di Castellinaldo d’Alba, borgo nelle colline del Roero orientale dove le vigne arrivano quasi a penetrare il tessuto urbano, essa è stata poi allargata alle zone circostanti ritenute all’altezza: Castagnito, Guarente, Vezza d’Alba, Canale, Priocca e Magliano. E quindi l’alleanza fra vignaioli “di” Castellinaldo si è trasformata nel 2016 in quella, appunto, fra i vignaioli “del” Castellinaldo.
Il percorso ormai era tracciato e bisognava farlo recepire alla burocrazia del vino: dal 2019 è stata definita e regolamentata la sottozona e due anni dopo è arrivata la modifica del disciplinare della Barbera d’Alba che è diventata così, orgogliosamente anche in etichetta, “Castellinaldo Barbera d’Alba”. L’uva barbera, naturalmente protagonista, può essere accompagnata da nebbiolo (in fondo siamo nel Roero!) per un massimo del 15%. Poi, almeno 14 mesi di affinamento del vino, dei quali almeno sei in legno.
La superficie delle vigne dedicate alla nuova tipologia è cresciuta nel tempo. Dopo i primi anni dal 2021 in cui si attestava sui 13.5-14 ettari, ha visto un incremento deciso nel 2024 (18.44 ettari) per poi stabilizzarsi di nuovo nel 2025 (19.73); il numero di bottiglie prodotte ha avuto le oscillazioni dovute all’andamento delle stagioni e se oggi l’ordine di grandezza è il centinaio di migliaia, l’ambizione è raggiungere il milione.
Ma come ha insegnato Veronelli è camminando le vigne che si comprendono veramente le cose, ed è proprio vero: basta guardarle le viti di Barbera, immerse in un contesto incantevole, per vedere quanto sono antiche e come il loro sviluppo sia stato guidato dal pensiero e dall’esperienza dei contadini, con quella modifica del guyot “ad archetto” in cui la curvatura del tralcio dosa la quantità della linfa che passa nutrendo meglio le gemme che si è scelto di far sviluppare.

Alla fine, il clima molto piemontese di celebrazione allegra e spontanea respirato durante la cena in una tavolata magnificamente affacciata sulle vigne e sui tetti è stato il segnale più chiaro di un’energia e una determinazione che porteranno lontano le “nuove” Barbere che questi vignaioli, anzi vinaioli, hanno messo a disposizione per una degustazione “cieca” organizzata con la consueta professionalità dall’associazione GoWine, della quale riportiamo qualche impressione.
Castellinaldo Barbera d’Alba 2023
Ferrero Michele (Castellinaldo d’Alba)
Fine e allo stesso tempo generosamente vinoso al naso dove mostra una chiara e intensa componente floreale. Una grande energia fornisce all’ingresso in bocca un impatto ragguardevole e un allargamento perentorio; poi la beva prosegue all’insegna della croccantezza, della fragranza e della leggerezza sul palato. Il finale ha tratti giovanili ed è un tantino ispido.
Massucco F.lli (Castagnito)
Olfatto intenso e di buona profondità che si allarga su note di prugna e frutta rossa arricchite da spunti speziati e di erbe aromatiche. Bella densità e dinamismo della beva, che si conclude con un allargamento e un rilancio aromatico.
Azienda Agricola Cravanzola (Castellinaldo d’Alba)
Colore fitto e olfatto maturo e suadente, ampio e caratterizzato da note di ciliegia nera. Discretamente largo in bocca dove mostra una trama setosa, ed è marcato aromaticamente dalle dolcezze del rovere.
Azienda Agricola Sottero Silvana (Castellinaldo d’Alba)
Frutta rossa, polpa di pomodoro, cenni mentosi e balsamici caratterizzano un olfatto dove sono presenti anche note vanigliate dovute al soggiorno in legno. Maturità nei toni in bocca e buon rilancio nel finale.
Morra Stefanino (Castellinaldo d’Alba)
Naso affascinante, giocato fra note prugnose e di erbe aromatiche, spunti mentosi e balsamici. In bocca mostra subito un carattere deciso: compatto, concentrato, potente, progressivo e denso.
Tonino Marchisio (Castellinaldo d’Alba)
Naso preciso e delicato, piacevolmente pepato, suadente e persistente. Equilibrio e cremosità in una beva fresca e di leggera dolcezza vanigliata verso il finale.
Cascina Chicco (Canale)
All’olfatto è ampio, persistente, fine e carnoso allo stesso tempo, ed esprime note speziate e un frutto levigato. Buona conferma in una beva pimpante e scorrevole, polposa e con un legno che si avverte ma è ben dosato. Finale piccante.
Azienda Agricola Margherita (Castellinaldo d’Alba)
Note floreali e pepate e un fruttato leggero contraddistinguono un olfatto piacevolmente elegante a cui fa seguito una beva scorrevole ed equilibrata, vellutata e di giusta dolcezza. Tannino fine a chiudere.
Castellinaldo Barbera d’Alba 2022
Teo Costa (Castellinaldo d’Alba)
Colore fitto, toni di erbe aromatiche che affiancano il frutto rosso e nero. Pieno, impattante, denso e allo stesso tempo succoso in bocca, mostra nel finale qualche sensazione di astringenza.
Cascina Torniero (Castellinaldo d’Alba)
Naso di impatto ragguardevole e bella persistenza giocato fra fruttato maturo, tocchi di vaniglia e una spruzzata di erbe aromatiche (sedano in particolare). Maturità e un certo influsso del rovere contraddistinguono una beva all’insegna della pienezza.
Cascina del Pozzo (Castellinaldo d’Alba)
Colore fitto e naso dominato dal frutto nero e una influenza del rovere che si avverte con chiarezza.
Cantina del Nebbiolo (Vezza d’Alba)
Naso levigato che esprime un bel frutto nero e cenni di vaniglia. In bocca spiccano densità e i toni dolci del rovere.
Allerino Giovanni (Castellinaldo d’Alba)
Colore fitto e naso ampio e fascinoso che esprime persistenti note fruttate, balsamiche e mentose. Un pochino meno leggero è il carattere di una beva comunque discretamente fresca.
Cascina Goregn (Castagnito)
Olfatto suadente, comunicativo, pieno di frutta rossa e arricchito da una spruzzata di erbe aromatiche. Bel carattere confermato al palato, dove si allarga succosissimo e fragrante, e poi allunga bene nel finale.
Marchisio Family (Castellinaldo d’Alba)
Ampio e fresco in un olfatto floreale, affascinante e persistente. Al palato si conferma fragrante, nervoso, dissetante grazie a una straordinaria bevibilità.
Castellinaldo Barbera d’Alba 2021
Marsaglia (Castagnito)
Anche se non è particolarmente espansivo, al naso fa intravedere fascino, eleganza e solarità. In bocca va in buona progressione mostrando stoffa e un buon assetto.

Scrive di vino, gastronomia e agroalimentare di qualità. Assieme a Luca Bonci ha fondato nel 1999 L’AcquaBuona. Direttore editoriale, gestisce le relazioni con i lettori e con la stampa. È membro dell’ASA (Associazione Stampa Agroalimentare)








