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Tag: vini Borgogna

Borgogna: il chiaro e lo scuro

La casistica, nel mio caso, non gioca certamente a favore di esaustività, e quindi di pieno controllo di certe affermazioni, vista la frequenza di incontro e la frequentazione. Casomai -per mille ragioni- continua a muoversi nell'alveo dell'esperienza episodica. Troppo poco per prendersi l'ardire di confermare o meno le soprannaturali virtù del millesimo 2005 in Borgogna, accreditato dai più come eccezionale. Epperò....

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 I vini angelici di Philippe Engel

Cominciamo da un’affermazione che è insieme passatista e temo fondata: i vini di Borgogna non sono più quelli di una volta. Non lo sono lapalissianamente, perché altrimenti non sarebbero i vini di una volta ma i vini attuali; e non lo sono perché – per tutta una serie di cause noiosissime da elencare – hanno subìto un significativo spostamento nel piano cartesiano del rapporto profumi/gusto.

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Il più sottovalutato dei produttori borgognoni

Al titolo aggiungerei l’avverbio “storicamente”. Dato il successo planetario dei vini di Borgogna, di produttori sottovalutati in zona non se ne trovano molti. Ogni minimo recesso della Côte d’Or, il filetto della regione, è stato esplorato. Non c’è domaine, per quanto lillipuziano, che non abbia il suo pubblico. Non parliamo poi delle case vinicole più illustri, che dominano regalmente il mercato internazionale da almeno tre decenni concedendo indulgenze, promulgando leggi e – credo a breve – battendo moneta propria.

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Leggere la Borgogna

Un tomo ineludibile per ogni cultore del vino che si rispetti: enciclopedico per definizione e consistenza, in 800 pagine fittamente scritte il Master of Wine Morris mette a disposizione migliaia di dati su vigne, produttori, négociants, comuni, villaggi della Borgogna. Ce ne parla Fabio Rizzari, che ne ha curato la traduzione in italiano.

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Cosa ci riserva il futuro

Qualche sera fa, nel corso di un incontro di approfondimento, abbiamo provato a rispondere ad alcuni interrogativi universali dell’umanità: chi siamo? da dove veniamo? esiste una dimensione ultraterrena? sconfiggeremo le malattie, ripudieremo per sempre la guerra? sarà possibile per l’Uomo, in un lontano futuro, tornare a comprare i vini di Borgogna?

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Un binomio consigliabilissimo

Per l’appassionato di vini è una piacevolissima realtà, oggidì gli scaffali sono pieni di vini non soltanto ben fatti, ma anche originali e a tratti sorprendenti. È remota l’epoca delle bottiglie che somigliavano alla scatola a sorpresa con pupazzetto a molla: non si sapeva mai cosa sarebbe saltato fuori, se un buon bianco o un frullato di banana, se un rosso bevibile o un centrifugato di legno.

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Est modus in rebus

Est modus in rebus, sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum: “vi è una misura nelle cose, vi sono determinati confini, al di là e al di qua dei quali non può esservi il giusto”, recita la celebre sentenza di Orazio. Ecco, appunto, entro i confini ci può stare la misura, al di fuori mmhh..... Prendiamo i gradi alcolici di un vino, ad esempio.

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La Borgogna sul pero

Quando di questo vino mi hanno svelato il prezzo sul mercato sono cascato dal pero, basìto da stupor mundi. Intendiamoci, non è che sia così ignaro dell’enorme bolla speculativa di cui sono stati fatti oggetto i vini di Borgogna, assurgendo all’antipaticissimo status di un Rolex o alla inarrivabile esclusività di un lapislazuli. Ma un conto […]

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Charlemagne

Jean-Charles Le Bault de la Morinière (Bonneau du Martray) mi rivelò innanzitutto il lato umano e confidenziale della Borgogna. Dopo di lui mi accorsi che le relazioni umane, in quella terra, non erano soltanto spocchia o disinvolta indifferenza; grazie a lui c’era un di più, ad onorarle e a dargli senso. E quel garbo antico, […]

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La convenzione dell’annata

Quando tra appassionati di vino si parla di annate, che si parta da un approccio algidamente tecnico o che si arrivi fino ai neurodeliri della Setta degli Adoratori del Fluido Astrale del Pianeta Pan (“l’annata 2016 è stata benedetta dall’influsso della terza luna di Giove, Ganimede, che ha invertito la polarità negativa causata dalla pulsazione magnetica anomala del Monte Rosa, e ha favorito lo sviluppo armonioso delle vigne che guardano a sud-est”), nessuno può circoscrivere in una definizione univoca un anno nella vita della vite – e il vino che se ne ricava - in un territorio dato. Troppe le...

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Ultim’ora: il vino borgognone non si fa più in Borgogna

Un terremoto è alle porte: l’INAO, l’istituto che si occupa delle denominazioni d’origine transalpine, sta progettando una vera rivoluzione nella nomenclatura del vignoble borgognone. Una rivoluzione che prevede l’annessione di parte del Beaujolais a sud e l’incredibile esclusione dell’area di Chablis a nord. Con la contestuale perdita al diritto delicatissimo di usare in etichetta la dizione “Bourgogne”!

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“Eccopinò”, una occasione per parlare di Pinot Nero

Partecipare a Eccopinò 2019, alla scoperta dei Pinot Nero dell'Appennino toscano, ci ha consentito una disamina sull'amato vino-vitigno di origine franciosa, con in testa il mito della Borgogna per poi dimenticarsene. Sì, togliersi il fardello del confronto stilistico per immergersi nella specificità di un percorso altro che possa disattendere quei modelli e ricreare qualcosa di diverso nel segno e nel nome della dignità territoriale. La strada fatta fin qui ci dice che è possibile.

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C’è vita su Marte! Clos de la Roche ’99 Rousseau e Château Montrose 2000 sono ossigeno puro

di Fernando Pardini Non si tratta di etichette “a caso” e non so dirvi se la loro nomea vada inquadrata nel segno dell’elettiva esclusività o dell’ovvietà. Ammesso e non concesso che la strabiliante qualità di un sorso possa definirsi "ovvia", dal momento in cui te l’aspettavi. Ma credo che questo arzigogolo mentale conti poco, oggi. Quello che conta è il risultato terapeutico

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