È una provincia, quella di Piacenza, in un tale, improprio cono d’ombra, da essere ormai quasi negletta. Il capoluogo sembra soffrire di un complesso d’inferiorità rispetto alle altre città emiliane, specialmente Parma e Modena, nascondendo la propria bellezza invece di mostrarla. Analogamente, le sue quattro valli del vino, diverse tra loro e bellissime (Val Tidone, Val Trebbia, Val Nure, Val d’Arda), non le conosce nessuno, o quasi. È un’Emilia, questa, molto sui generis, di cui in molti, e non senza ragioni, mettono in discussione lo statuto di appartenenza: del resto nel Piacentino non si produce Lambrusco, ma Gutturnio, le cui uve (barbera e croatina) sono le stesse dell’Oltrepò Pavese, con cui la Val Tidone confina. Benché senta anche le influenze piemontesi e liguri, la sua natura sembra più lombarda che altro, come già scriveva Guido Piovene. Il bacino vitato è enorme (quasi 5.000 ettari per 300.000 ettolitri e 29 milioni di bottiglie Doc), le tipologie del disciplinare perfino troppe, ma creatività e versatilità non mancano: ci sono vini di ogni genere e natura, tra fermi, frizzanti, spumanti e passiti sia bianchi sia rossi. Il frizzante rappresenta la tradizione, è ancora oggi il genere più diffuso e la caterva di vini tecnico-anonimi da autoclave non hanno per fortuna soppiantato le rifermentazioni artigianali, che, per quanto minoritarie, sono sempre più numerose e capaci di rilanciare le quotazioni del vino “mosso” locale presso gli amatori dal palato fino.
La successione dei seguenti vini è frutto di una selezione.

Lubigo Frizzante 2022 – Croci
Sulle bottiglie di Massimiliano Croci campeggia il motto “sa at piasa bein, sa at piasa mia è tànt istéss” (se ti piace bene, se non ti piace fa lo stesso). È l’aria che tira da queste parti – prendere o lasciare – ed è un’aria di campagna, diretta e schietta, come lo spirito rurale dei frizzanti della casa, prodotti con rifermentazione spontanea in bottiglia, macerazione sulle bucce anche per i bianchi, maturazione in cemento. Il colore del Lubigo è dorato-arancio vivo e vibrante il suo profilo: olfatto punteggiato di spume agresti, di erbe di campagna, di fieno al sole, di agrumi freschi, di note balsamiche e affumicate; palato calibrato nella carbonica, arioso al gusto, succoso e dinamico, fresco e persistente (foglia di limone, scorza di pompelmo). La sublimazione dell’Ortrugo.

Campedello Frizzante 2023 – Croci
Cambia la chiusura (tappo raso invece che a corona) e cambiano le uve (malvasia di Candia aromatica 60%, trebbiano 20%, ortrugo 15%, sauvignon 3%, marsanne 2%) – che provengono sempre dalla collina di Monterosso a Castell’Arquato, in Val d’Arda –, ma non la sostanza. Colore arancio brillante, fragranze aromatiche di zagara, zest di bergamotto, buccia d’arancia, sapone di Marsiglia, sorso cremoso, vivido, dalla bollicina sottile e penetrante, dal tannino vivo che aumenta invece d’inibire il sapore, dal finale secco, asciutto, balsamico. Da non perdere anche il Galvano Rosso Frizzante 2020, taglio gagliardo di barbera e croatina.
Ciao Truccato Rosato Rifermentato 2022 – Vecchio Consorzio 1953
Massimiliano Croci è attore protagonista, insieme a Pietro Gazzola, anche di un progetto nato nel 2022 con il recupero delle cantine del Vecchio Consorzio 1953. Il nome è rivedibile (si rifà ai celebri motorini Ciao dalla marmitta truccata, un amarcord che risale al tempo in cui i due produttori erano dei ragazzi), ma il vino, taglio alla pari di barbera e croatina come vuole la tradizione, è assai espressivo: colore cerasuolo intenso, naso di umori selvatici, di note di sottobosco, di piccoli frutti rossi, bocca piena di succo, dal carattere boscoso e amaricante, selvatico e fresco, punteggiato di erbe e frutti, coronato da un sapore pieno, balsamico, persistente.
Stringimi Forte Frizzante 2022 – Vecchio Consorzio 1953
Un frizzante aromatico (malvasia di Candia aromatica con saldo alla pari di trebbiano e ortrugo), rifermentato e macerato dal colore arancio intenso e vivo, dall’olfatto aromatico ed esclamativo per seduzione floreale, ascendenza agrumata (pompelmo, bergamotto), ampiezza sensoriale, scalpitante esuberanza. In bocca è una progressione di zagara, rosmarino, salvia, menta, con effervescenza spumosa, tannino che dona sostegno e spinta, lunga persistenza fresco-balsamica.
La La La Metodo Ancestrale 2023 – Uccellaia
Taglio alla pari di sauvignon e malvasia di Candia aromatica, questo bianco frizzante dal nome melodioso nasce dalle vigne di proprietà di Chicca Nicoletti situate ad Albarola (Val di Nure) su antichi terreni rossi di matrice argillosa e dalla consulenza enologica di Paolo e Tommaso Perini. Ha colore paglierino brillante lievemente opalescente per la rifermentazione in bottiglia e profumi che declinano le uve aromatiche e semi-aromatiche verso registri di evoluzione e complessità (nocciola tostata, mandorla sbucciata, curry) anziché verso il frutto. Palato speculare, con carbonica crepitante, tensioni minerali, note di pepe bianco, allungo sapido, penetrante, radicale.
Olubra Metodo Classico Brut 2016 – Torre Fornello
È lo spumante più eccentrico e originale di Enrico Sgorbati, uno dei pochi marsanne a metodo classico del mondo (c’è giusto un 10% di malvasia di Candia aromatica). Non è autoctono, d’accordo, ma è talmente particolare, stravagante e buono che sarebbe un peccato non segnalarlo. Di colore paglierino brillante, sorprende al naso con fragranti toni agrumati (buccia di limone, bergamotto) e note semi-aromatiche, unitamente a sfumature floreali dal sottofondo quasi sassoso. Al palato è cremoso e teso, tonico e contrastato, rigoroso e complesso, molto sapido, con una freschezza di taglio agrumato che fa salivare e un finale tra la nocciola tostata e il salmastro. Nel listino del produttore trovate anche i due Enrico Primo Metodo Classico da uve internazionali, ottimi: il Pas Dosé Rosé 2020 (pinot nero) e l’Extra Brut 2018 (chardonnay).
Malvasia Frizzante Emiliana 2023 – Lusenti
Nel passaggio di mano da Lodovica Lusenti alla figlia Martina Ferri, i frizzanti della casa, prodotti tra le colline scoscese di Ziano Piacentino in Val Tidone, presentano uno stile diverso – più sperimentale, contemporaneo – non solo nel design delle etichette, ma anche nel profilo organolettico. L’Emiliana, malvasia di Candia aromatica in purezza, ne è l’emblema: radicalizza la sottrazione quasi al grado zero dell’aromaticità, affiancando al classico aspetto opalescente quanto vivo del colore, dovuto alla presa di spuma in bottiglia, un profilo giocato sulla trasparenza delle fragranze, sul contrasto radicale del sorso, sulla tensione sapida, su una persistenza tutta in levare tra nuance e sussurri.
Mare d’Inverno Frizzante 2022 – Lusenti
Lo stile “eterodosso”, “pop” di Martina Ferri è ancora più visibile in questo vino, che nasce da uve barbera vinificate in cemento con macerazione carbonica prima della rifermentazione in bottiglia. L’intensità del colore porpora trova riflesso nell’ampiezza e nella profondità dell’olfatto tra erbe, visciole, amarene. Il sorso è vivo, contrastato, dal tannino sapido e incorporato, dall’acidità di giusta asprezza, da un finale di notevole spinta dal tono quasi piccante. Anche se il Val Tidone non c’è il mare, il nome non è mera suggestione.
Rossochiaro Frizzante 2024 – Villa Bellaria
Una dimora storica con due ettari e mezzo di vigna a Rivergaro sulle prime colline della Val Trebbia: è il piccolo paradiso dell’imprenditore Nanni Fadini e di sua moglie Sandra. All’esordio, il Rossochiaro, 100% barbera, prodotto con la consulenza di Paolo e Tommaso Perini, non solo è fedele nel nome al suo colore, ma colpisce per la schiettezza della rifermentazione (la base viene svinata all’alzata del cappello e imbottigliata in primavera) e del carattere: note di confetture (ciliegia, mora, perfino rosa canina), succosità e freschezza, persistenza pepata e balsamica.
Come una volta 2022 – Davide Valla
Dai vigneti di proprietà a Ziano Piacentino, Davide Valla produce un Gutturnio (70% barbera, 30% croatina) che rende giustizia al suo nome e dimostra con un 2022 ancora in commercio quanto il tempo sia un alleato e non un nemico per i rifermentati in bottiglia. Colore porpora fitto, “carburazione” olfattiva controllata ed espressiva, messe di piccoli frutti rossi e neri, senso floreale, gusto calibrato e cremoso nell’effervescenza, tannino sottile e integrato, incedere succoso e sapido tra erbe medicinali, toni floreali ed elementi fruttati (amarena, ribes).
Dieci Lune Frizzante 2023 – Vitivinicola Valla
Una breve macerazione sulle bucce per circa 18 ore e presa di spuma in bottiglia per un Ortrugo che è tutt’altro che lunare, anzi diretto, solare, fin dal colore dorato che ricorda la paglia. Al naso tanti fermenti rurali, lieviti vivi, con sentori di erbe assolate, di spume contadine, di pasticceria, mentre il sorso, cremoso nella carbonica, si muove morbido-avvolgente a centro bocca quanto secco e fresco nel finale. Un bianco gourmand, perfetto per la tavola e di soddisfazione al gusto.
Colli Piacentini Gutturnio Frizzante 2023 – Saccomani
Da una decina d’anni Claudia e Luca Saccomani, che hanno preso in mano l’azienda agricola del padre Giuseppe, producono vini rurali, materici, grintosi. Ne offre ampia dimostrazione questo Gutturnio (60% barbera, croatina 40%) rifermentato in bottiglia della Val d’Arda da vigne su terreni di argilla e limo. Colore porpora fitto, olfatto di “carburazione” integrale, tra umori di massicciata e toni fruttati di mora, sorso succoso, generoso e continuo nell’effervescenza, dai toni balsamici, dal contrasto vivo, dal finale tannico accompagnato da echi di chine e balsami.
Lolita Rosato Frizzante 2023 – Marco Cordani
Nella sua azienda di Celleri, a Carpaneto Piacentino, in Val d’Arda, Marco Cordani imbottiglia vini territoriali e veraci. Questo Rosato rifermentato in bottiglia, da uve barbera e dal colore intenso, si segnala per le note di lieviti e di rose, per la cremosità del sorso, per la sua rusticità umorale, autentica, fitta di tensioni, di sapori, per lo sviluppo gustativo morbido-salato punteggiato da contrasti e chiaroscuri, per un finale senza affettazioni che va dritto al punto.









