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Tag: vini Alto Adige

I “Super Südtiroler” TAL e gli altri vini di Cantina Bolzano

C’è in Alto Adige, da parte delle più importanti cantine cooperative, una tendenza in atto, che è forse prematuro o perfino improprio definire come una “corrente” o addirittura una “moda”: quella di produrre dei vini ambiziosi sul piano della struttura e della longevità, dei “Super Südtiroler” sul modello, con tutti gli ovvi distinguo del caso, dei Super Tuscan. Oggi facciamo la conoscenza di TAL, la super selezione della Cantina di Bolzano, declinata sia in bianco che in rosso, e accompagnata per l'occasione dagli altri fiori all'occhiello della produzione.

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Sei campioni (nel bicchiere) dell’Alto Adige

Il Consorzio Vini Alto Adige ha scelto sei vini per rappresentare la produzione vitivinicola del suo straordinario territorio che grazie all'unicità di orografia, suoli e clima si pone ai vertici qualitativi in Italia e non solo. Ma la differenza la fanno i 4800 vignaioli che lavorano 5800 ettari di vigneti con intelligenza e determinazione, e con una cultura del lavoro più unica che rara

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Cantina Girlan e il nuovo A. A. Schiava Gschleier Alte Reben 2020

Parlare di Alto Adige significa anche raccontare la storia di secoli di attività vitivinicola. Se da un lato esistono bellezze paesaggistiche tra le più affascinanti al mondo, e le maestose Dolomiti rappresentano indubbiamente la punta dell’iceberg, anche le vigne, le strade del vino e le tradizioni altoatesine rimangono indelebilmente incollate nella mente del turista.

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Il bianco che nessun appassionato vuole (in questo caso a torto)

Esiste forse una tipologia più derisa dagli appassionati del Gewürztraminer?  È un bianco che si è fatto ormai la nomea di essere il vino dei principianti: troppo profumato, troppo dolciastro, troppo morbido, troppo qualcos’altro. Uniche eccezioni, guardate con rispetto ma difficilmente con reale trasporto e convinzione, le bottiglie provenienti dall’Alsazia. Sdoganate perché figlie di un’area vinicola ricchissima di cru. E i cru sono uno dei primi utensili dell’enosnob.

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Il nuovo e il tradizionale

Una nuova realtà altoatesina, un bastione della tradizione "alta" di Langa. Da Salorno un Pinot Grigio ramato che sa il fatto suo ( e uno Chardonnay alla borgognona dalla progressione convincente); dalle Langhe cuneesi un Dolcetto e un Barbaresco Rabajà ammirevoli. Ma in questo caso siamo di fronte ai vini di Giuseppe Cortese, e la razza non la si inventa.

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Il gioco del Porer

Un gioco apparentemente semplice ma in grado di scavare profondamente nelle proprie convinzioni, fino a instillare dei ragionevoli dubbi circa la loro granitica, presunta verità. Per farci capire che un mestiere non te lo inventi, e che nel vino sono tante le variabili - enologiche e umane - che concorrono alla sua riuscita. Un esempio di cosa potrebbe succedere se un degustatore di professione per un giorno si mettesse a fare l'enologo.

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Valle Isarco focus. Profondo bianco. Il più piccolo, il più grande: Spitalerhof e Cantina Valle Isarco

di Fernando Pardini In posizione contrapposta lungo la stessa strada, due realtà apparentemente “alle antilopi” paiono amichevolmente fronteggiarsi: da un lato l’albergo Spitalerhof della famiglia Oberpertinger, gloriosa stazione di posta e di ristoro sulla via del Brennero, dall’altro la struttura moderna e razionale della Cantina Valle Isarco, per tutti la “sociale di Chiusa”. Da Spitalerhof dimensioni produttive lillipuziane, con la curiosità al potere; alla "sociale" il risveglio del gigante, sancito da una proposta enoica finalmente all'altezza del blasone e del territorio, con picchi di eccellenza.

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Valle Isarco focus. Profondo bianco. Strasserhof, su al nord

di Fernando Pardini Il maso Strasserhof potrebbe vantare ancora il primato di azienda vitivinicola più settentrionale d’Italia, se non fosse per quel piccolo avamposto nato di recente in Val Pusteria (Santerhof). A certe latitudini, e con certe tradizioni alle spalle, ci è voluta tutta l'intraprendente passione di un giovane motivato, Hannes Baumgartner, per convincere un padre a cedergli quattro ettari di vigna (nel tempo divenuti sei) ed iniziare così a progettare un futuro fatto di indipendenza produttiva...

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Valle Isarco focus. Profondo bianco. Pacherhof, come acqua di roccia

di Fernando Pardini Ci troviamo nel cuore della Valle Isarco classica, quella dominata dall'emblematica presenza dell'Abbazia di Novacella, da cui tutto qui sembra discendere. Un cuore che batte a nord, peraltro, se è vero come è vero che ci troviamo nell'appendice vitata più settentrionale d'Italia. E' una frontiera, e te ne accorgi per come quella conca ampia e luminosa ti consente di guardare oltre, dove oltre significa montagne, montagne ovunque, montagne vere.

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Valle Isarco focus – Profondo bianco. I vignaioli di Fié: Gumphof, Bessererhof, Wassererhof

di Fernando Pardini Cominciamo da qui, dalla Bassa Valle Isarco, ovvero dalla porzione di valle che incontriamo per prima provenendo da Bolzano, se diretti verso il Brennero. Un "posto di mezzo", la cui unicità microclimatica a suo modo "frontaliera" è combattuta fra istanze mediterranee e tentazioni più alpine grazie all'incrocio dei venti- tiepidi e gardesani da un lato, freddi e dolomitici dall'altro - e delle temperature....

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“Selecta” in degustazione a Palazzo Brancaccio

di Riccardo Brandi ROMA - C’era solo l’imbarazzo della scelta, lo scorso 24 ottobre, nella splendida cornice di Palazzo Brancaccio, nel cuore di Roma, quando mi sono immerso fra i banchi di degustazione proposti dalla casa di distribuzione Selecta, fondata nel 1989 da Guido Bruzzo, Luciana Schena e Roberto Melloni

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