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Author: Fernando Pardini

Chianti Classico Collection: i Riserva, i Gran Selezione e l’annata 2023

La spiccata variabilità pedo-climatica del Chianti, favorita e incoraggiata da una morfologia cangiante e prepotentemente collinare, ci ha messo del suo anche al cospetto di un millesimo insidioso come il 2023 per cercare di sparigliare le carte ad un "mazziere" esigente ed indirizzare le sorti dei vini sulle rotte della piacevolezza; un "mazziere" che ha inteso imporre le proprie regole, si badi bene, con le quali tutti, chi più chi meno, hanno dovuto fare i conti.

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L’attitudine

Molti critici enologici della contemporaneità, come già poteva succedere ai tempi "antichi" di questo mestiere (ma oggi con una recrudescenza se vuoi maggiore), tendono a rimanere intrappolati in un ingranaggio insidioso di cui invece dovrebbero diffidare come la peste: il desiderio di legittimare le proprie scelte e le proprie personali predilezioni. Ciò che non fa altro che ridurne lo spirito critico e la capacità di osservare le cose (i vini) con lucidità.

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Borgogna: il chiaro e lo scuro

La casistica, nel mio caso, non gioca certamente a favore di esaustività, e quindi di pieno controllo di certe affermazioni, vista la frequenza di incontro e la frequentazione. Casomai -per mille ragioni- continua a muoversi nell'alveo dell'esperienza episodica. Troppo poco per prendersi l'ardire di confermare o meno le soprannaturali virtù del millesimo 2005 in Borgogna, accreditato dai più come eccezionale. Epperò....

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L’importanza del sociale

La parola sociale è bella di per sé, a prescindere. Una cantina sociale ne contiene la valenza già nel nome: una bella responsabilità. E a proposito di cantine sociali, una più di tutte mi ha sempre suscitato ammirazione, perché ha letteralmente salvaguardato, mantenendola in vita, una tradizione viticola di frontiera anche e soprattutto nei tempi più bui, quando tutto poteva andare perduto: la Produttori Nebbiolo di Carema.

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Il salto con l’asta

Poi arriva lui, e lo capisci subito che potrebbe trattarsi di uno di quei momenti in cui ti senti ripassare dal via, e che tutto ciò che hai incontrato e provato fino ad adesso in tema di Sangiovese ci sta che debba fare i conti con questa "roba" qua. E' come il campione di salto con l'asta che ha già vinto, ma che intende posizionare l'asticella una tacca o due più su per tentare un ultimo salto, dove nessuno è riuscito ad arrivare mai.

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Monprivato, what else?

Mi sono sempre domandato cosa conti di più nel decretare l'incanto sottile e la purezza idillica del Barolo Monprivato di Mauro Mascarello, se l'elezione del luogo di origine o la mano angelica del vinificatore.

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In bilico

Fabrizio Niccolaini è tornato! Avete presente Massa Vecchia, no? Fra le primissime esperienze d'Italì grazie alle quali si incominciò a parlare di vini naturali, si è circondata di una fama silenziosamente costruita sulla base di un approccio radicale e di vini dialettici, obliqui, radicali pur'essi, capaci tanto di far discutere quanto di far innamorare.

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Anatrino, o di quando l’abito non fa il monaco

Di certo il suo nome, giocato com'è fra l'ironico e il fanciullesco, potrebbe ispirare tuttalpiù simpatia; non certo l'ambizione, non certo il blasone. Semmai un'idea di understatement, un invito a non prendersi troppo sul serio, ecco. Eppure l'Anatrino 2023 di Marco Tanganelli (vignaiolo "vinnaturista" di stanza a Castiglion Fiorentino, che sta in provincia di Arezzo) è sorprendente. Anzi, enormemente sorprendente.

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Le Langhe del vino in 20 Barbaresco: nuove annate & nuove suggestioni

Dopo la panoramica sui Barolo non poteva mancare una dedica ai Barbaresco, per inquadrare ancor meglio la Langa della contemporaneità. Fra rilasci tardivi e non, l'impatto del cambiamento climatico e della repentinità di certi fenomeni meteo-climatici stagionali si fa sentire nella forma e nella sostanza, ma non ci impedisce di poter incontrare ottime bottiglie, anche se spesso e volentieri la differenza sembrano farla i grandi interpreti.

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La trentottesima unicità

In passato i vini del Paradiso di Manfredi ( Montalcino, Italia, Mondo) mi hanno fatto sempre tribolare, lasciandomi spesso interdetto. Non riuscivo a entrarci dentro, a leggerli nelle intimità, o non so cosa. Mi fermavo prima....

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Massifitti

Fu amore a prima vista, 15 anni fa, e tale è rimasto. Il trasporto emotivo è una partigianeria che può confondere la limpida coerenza di un cronista. Ma tu lo sai, e te ne fai una ragione. Il fatto è che non posso fare a meno di lui. Penso che sarà così per sempre, per tutte le volte che rinascerà a una nuova vendemmia.

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La riscossa del Rosso di Montalcino: i tempi che cambiano e i migliori dell’anno

La sorpresa vale doppio, perché mai prima di adesso, nella storia ultraquarantennale della DOC Rosso di Montalcino, si era registrata una qualità tanto diffusa nell’ambito della tipologia, e poi perché tutto ciò sta avvenendo proprio sotto gli ultimi chiari di luna climatici, circostanza che indurrebbe tuttalpiù a presagire vini e conseguimenti sulla difensiva e col “disequilibrio incorporato”. E invece qualcosa nel frattempo è successo, se ci ritroviamo qui ad osservare il rifiorire di grandi Sangiovese per una volta non appartenenti alla categoria dei Brunello, bensì alla tipologia cadetta.

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I vini di Panzano in retrospettiva: 1995-2005-2015. Prima parte

Trent'anni sono trent'anni. Che nel caso di Panzano, poi, hanno segnato un traguardo importantissimo. Non solo perché sono giusto 3 decenni che è nata la Unione Viticoltori di Panzano in Chianti, ma anche perché possiamo ben dire che siano trascorsi 3 decenni da quando il concetto laicamente santo di condivisione nel settore vitivinicolo e quello più alto ed etimologicamente corretto di terroir hanno trovato piena esplicitazione e chiaro indirizzo. Grazie a Panzano.

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I Chianti Classico dell’anno, UGA per UGA (che non fa UGA al quadrato)

Fra conferme e sorprese. Come è giusto che sia, per un territorio che non smette di "muoversi" e di adattarsi al cambiamento come il Chianti Classico. Ho messo insieme i ricordi migliori di una lunga campagna di assaggi, mischiando Chianti Classico d'annata, Riserve e Gran Selezioni nel nome della qualità e della statura autoriale. Ovviamente, nel nome esclusivo delle mie predilezioni. Altri ve ne sarebbero, ma occorre pur darsi un limite.

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Oltre il sangiovese: antichi vitigni toscani e nuove consapevolezze. Una selezione

Ciliegiolo, malvasia nera, barsaglina, pòllera, vermentino nero, pugnitello, mammolo, boggiòne, aleatico.......Sono loro i reali protagonisti di questo piccolo affresco, che ha inteso mettere assieme alcune referenze particolarmente brillanti di recente uscita sul mercato e provenienti dai più svariati distretti enoici della regione. Sono risorgive, testimonianze preziose di antiche consuetudini portate in emersione da viticoltori coscienziosi, che nel gettare il cuore oltre l’ostacolo tratteggiano altre strade, altre possibilità. E’ bello poterle percorrere, così come è bello poterle raccontare.

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Diari di campagna 2025 – Caiarossa

Caiarossa in fondo significa diversità. Perché la diversità qui la si è sposata per conviverci in armonia, nel tentativo di scoperchiare il benedetto genius loci. Ed è ciò che in questo ampio spalto di territorio fronte mare ( 10 km in linea d’aria, ma non lo diresti), che ha dalla sua una struggente bellezza mediterranea e che di nome fa Riparbella, nei vini si traduce in una felice combinazione di freschezza e saldezza strutturale.

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Diari di campagna 2025 – Isole e Olena

.... e poi approdi a Olena. E a Olena cambia il mondo. Qui il passato ritorna e batte un colpo secco alla porta delle emozioni. La dimensione delle cose che vedi si dilata fino a forzare il tangibile: si arriva all’essenza. Qui il Chianti ti spara in faccia tutta la sua bellezza incorrotta.

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