Molti critici enologici della contemporaneità, come già poteva succedere ai tempi "antichi" di questo mestiere (ma oggi con una recrudescenza se vuoi maggiore), tendono a rimanere intrappolati in un ingranaggio insidioso di cui invece dovrebbero diffidare come la peste: il desiderio di legittimare le proprie scelte e le proprie personali predilezioni. Ciò che non fa altro che ridurne lo spirito critico e la capacità di osservare le cose (i vini) con lucidità.
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